Federica Leonardi

Pittura Monocromatica

L’artista Federica Scoppa si approccia all’arte in modo poliedrico, fa uso di diverse tecniche per arrivare alla massima espressione del suo pensiero. La scelta di un’unica tonalità dal punto di vista concettuale, per l’artista, esprime una forza nuova, un modo per condividere un messaggio che non sia necessariamente standardizzato.
Nella serie “Coralli” l’uso predominante di un solo colore, con le diverse tonalità di grigio che viaggiano dal bianco sporco al nero antracite, presenta una velatura evanescente di dorato che spinge il fruitore ad avere maggiore libertà di interpretare le proprie emozioni, scegliendo di concentrarsi sulla parte dell’opera con le tonalità più chiare o più scure in accordo con il proprio stato d’animo o addirittura immaginando qualunque colore voglia al di là del grigio. In questo modo l’artista riesce a offrire una visione asettica, riuscendo a trasmettere il significato dell’opera attraverso la sua assenza, attraverso il non essere.
Federica Scoppa già nel suo percorso accademico è stata affascinata dalle opere del pittore tedesco Gerhard Richter, proprio per il suo modo di esprimere l’assenza di colore. L’arte contemporanea, rispetto all’arte del passato, differisce anche per la possibilità da parte dell’artista di esprimere il proprio pensiero e renderlo tangibile nel modo più personale possibile.
Diversi artisti nell’arco delle neoavanguardie si cimentarono con la tecnica del monocromo, il loro interesse fu quello di scostarsi dalla pittura fino a quel momento in auge e creare una nuova energia, intrisa di concetti e non di espressioni. Tra i tanti predecessori di Scoppa che fecero uso del monocromo citiamo Barnet Newman, Yves Klein e Lucio Fontana.
Scoppa non utilizza solo il grigio nelle sue infinite sfumature, ma anche, in maniera energica, tutta la gamma di colori che ha a disposizione sulla tavolozza. Ed ecco i rossi, i gialli, i blu e i verdi. Questi ultimi in particolare ci permettono di riconoscere delle piante, dei rovi o dei cespugli. Ci sembra di scorgere dei rami aggrovigliati e tesi, altri teneramente abbracciati, intrecciati come lo sono i rapporti umani.
L’artista dà molta importanza al modo di rappresentare un pensiero attraverso il gesto, enfatizzando il modo in cui il colore materico si fa spazio sulla superficie pittorica. Si concentra su come gli spazi vuoti sono necessari per rappresentare l’esistenza. Il vuoto e il pieno sono strettamente legati tra loro, l’uno esiste perché c’è l’altro. La mancanza del pieno ci darebbe il non-vuoto, quindi mancanza di vuoto. Un paradosso. Così la vita e la morte. L’una e l’altra legate indissolubilmente.

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